Lo strumento più antico è certamente un sasso, usato su una pietra sufficientemente liscia, ma per limitarci agli strumenti strettamente usati per la scrittura, lo stilo (una bacchetta lignea o metallica appuntita) è tra i primi oggetti usati. Nel’antico Egitto veniva usato il calamo, ottenuto da un pezzo di bambù o di papiro. La punta veniva tagliata (o anche pestata con una pietra per farne un pennello).

In seguito, si diffuse enormemente l’uso di penne di volatili, in particolare la penna d’oca, temperate e tagliate con punta piatta o fine.

Agli inizi dell’800, iniziò la produzione a larga scala di pennini in metallo, delle più svariate forme e caratteristiche. Alla fine dello stesso secolo compaiono anche le prime stilografiche, ossia pennini dotati di un serbatoio d’inchiostro e adeguata alimentazione, che rendevano trasportabile la penna senza bisogno del calamaio. Purtroppo, la tenuta dei serbatoi di questi strumenti non era perfetta e macchiarsi d’inchiostro era compreso nel prezzo. Negli anni questa spiacevole caratteristica è andata diminuendo. FIno ai primi anni ’40, l’elasticità dei pennini consentiva ancora una scrittura con tratti pieni e tratti fini, molto simili al pennino da intingere. Successivamente, fino ai tempi nostri nei quali la stilografica è divenuta più un oggetto di conversazione piuttosto che uno strumento di scrittura, i pennini delle stilografiche hanno sempre più una notevole rigidità (a quanto pare siamo diventati tutti di “mano pesante”)…

A metà degli anni ’50 venne quindi introdotta la penna a sfera nella quale il pennino è sotituito da una punta contenente, appunto, una minuscola sfera che, nel rotolare sulla carta, distribuisce l’inchiostro (molto più denso e oleoso di quello per stilografica). Il tratto è però unicamente uniforme (ossia nè con la pressione, né con l’inclinazione, cambia lo spessore della linea tracciata. Addio ai pieni e ai fini!! Alcune marche hanno introdotto un inchiostro gel, (gelatinoso, appunto), nel tentativo spesso riuscito di offrire una scrittura più scorrevole.
Altri esperimenti hanno portato le roller ball, penne a sfera modificate per l’uso con inchiostro più liquido, in alcuni casi è possibile usare le normali cartucce d’inchiostro per stilografiche.

Nel settore delle stilografiche, un capitolo a parte è quello delle penne calligrafiche, concettualmente identiche alle normali stilografiche, ma dotate di pennini intercambiabili a punta piatta, in varie misure.

Una pecca delle moderne stilografiche è la durezza del pennino, che, non permettendo di allargare abbastanza le due punte, impedisce la scrittura di un bel Corsivo Inglese. Questo tipo di scrittura è possibile oggi soltanto con i tradizionali pennini ‘da intingere’.

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